Cosa ci appassiona
Il legno massello non è un materiale qualsiasi. Ha memoria, ha carattere, risponde in modo diverso a ogni stagione. Lavorarlo è un dialogo continuo.
Il legno come linguaggio
Tutto è cominciato con una porta. Non una porta particolarmente bella, anzi: coperta da strati di vernice color avorio sovrapposta negli anni, con qualche buco da chiodo e una cerniera che cigolava. Ma quando si è tolta la prima vernice, è venuta fuori una quercia che non si trovava più in commercio.
Quella prima esperienza ha chiarito tutto. Non si trattava di riparare qualcosa di rotto. Si trattava di restituire visibilità a qualcosa che era già lì, nascosto sotto.
Da allora lavoriamo con questa prospettiva: ogni porta ha una storia depositata nel legno, e il nostro compito è portarla a superficie senza sovrascriverla.
Cosa guida ogni intervento
Rispetto per il materiale
Il legno massello ha caratteristiche fisiche precise che determinano come viene lavorato. Non forziamo mai un processo: se un legno richiede più tempo, lo prende.
Onestà nella valutazione
Se una porta non è recuperabile, lo diciamo. Non ha senso investire in un restauro che non porta al risultato atteso. La valutazione iniziale serve anche a questo.
Approccio sostenibile
Usiamo prodotti con il minor impatto ambientale possibile, compatibilmente con il risultato richiesto. La sostenibilità non è un'etichetta: è una scelta che si riflette nei prodotti che acquistiamo.
Comunicazione chiara
Prima di iniziare, spieghiamo esattamente cosa faremo e perché. Durante il lavoro, segnaliamo eventuali imprevisti subito. A lavoro finito, illustriamo la manutenzione necessaria.
Prodotti scelti con criterio
Utilizziamo cere naturali a base d'api e carnauba per finiture calde e riparabili nel tempo. Gli oli penetranti che selezioniamo sono a base di lino, tung o misture naturali, senza biocidi inutili.
Per le vernici trasparenti, preferiamo formulazioni a base acqua con basso contenuto di VOC, che permettono di lavorare in ambienti chiusi con ventilazione standard senza rischi particolari.
Gli stucchi sono scelti per compatibilità con l'essenza legnosa: un noce e un pino assorbono in modo diverso e reagiscono diversamente alle variazioni di umidità. Il dettaglio conta.
Firenze e Prato: due città, un patrimonio comune
Le abitazioni di Firenze e Prato conservano un patrimonio di falegnameria storica che merita attenzione. Palazzi novecenteschi, case coloniche recuperate, appartamenti nel centro storico: ogni contesto ha le proprie specificità.
Firenze
Il centro storico fiorentino conserva porte in castagno, noce e ciliegio che risalgono anche ai primi del Novecento. Gli appartamenti nelle ville della collina hanno spesso abeti e pini di qualità che rispondono bene al restauro con oli naturali.
Prato
La tradizione manifatturiera pratese si riflette anche nelle abitazioni: molte case del secondo dopoguerra hanno porte in faggio o rovere che, tolte le vernici degli anni Settanta e Ottanta, rivelano legni di ottima qualità strutturale.
Conoscere il lavoro da vicino
Se volete vedere come lavoriamo prima di decidere, possiamo mostrare esempi durante il sopralluogo. Non ci sono impegni da prendere in anticipo.
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